Petrosian, l'antieroe
Così, quando inaspettatamente, il tranquillo grande maestro armeno aveva raggiunto un traguardo rincorso da tanti super giocatori sovietici come Keres, per non parlare del futuro che lascerà l'amaro in bocca a Viktor Korchnoi.
"Non avevo mai pensato, non avrei mai supposto, che un giorno avrei disputato un match per il titolo di campione del mondo e meno che mai avrei immaginato che il mio avversario sarebbe stato Mikhail Botvinnik."
Così scrisse Petrosian in un memoriale rimasto sconosciuto per 25 anni da quando si svolse il match. La pubblicazione dei pensieri di Tigran è illuminante circa la sua personalità. Che si trattasse di un uomo apparentemente distaccato ma gentile e modesto lo si sapeva. Come era nota la sua propensione a pareggiare velocemente quando non fosse necessario spingere a fondo sull'acceleratore. Taluni lo hanno sottovalutato e svalutato per questo, dimenticando brillanti soluzioni tattiche di cui si dimostrò capace. Ma di questo e dei suoi famosi sacrifici di qualità posizionali parleremo più avanti.
Un professore dell'Università di Mosca, scrisse su una rivista scacchistica che "nessuno rispetta il suo avversario più di Petrosian... egli conduce la partita come se l'altro abbia consapevolezza di tutte le più latenti possibilità e stia minacciando di attuarle... e Petrosian (vedendole per l'avversario) prende le misure adeguate... In un certo senso egli gioca anche per l'avversario. In questo Petrosian è come Tolstoy, trova qualcosa di buono in ognuno..."
Questa immagine sintetizza la nota capacità di Petrosian di avvertire i pericoli molto prima del loro apparire sulla scacchiera. Eppure Tigran talvolta, e soprattutto alla fine della sua carriera, giocava in modo alquanto contorto cadendo in posizioni inferiori. Forse ciò dipendeva dal fatto che fu un giocatore strategicamente molto originale e quando la capacità mentale di controllare al meglio la posizione subiva qualche diminuzione, per l'età o semplicemente per fatica ed emozione, poteva perdere in modo sorprendente per un GM del suo livello.
Il suo grande merito consistette nella capacità di eliminare nel corso degli anni i difetti del suo gioco e raggiungere il massimo della forza quando, fatta tanta strada in questa direzione e creatosi un suo originale repertorio di aperture, aveva ancora energia e forza mentale per sostenere incontri al massimo della tensione.
Petrosian giornalista e sfidante
Appena saputa la decisione di Botvinnik, iniziò una trattativa per la data di inizio. Petrosian aveva un problema di tonsillite ricorrente e voleva operarsi avendo il tempo per la convalescenza nella stagione più propizia. Iniziare a marzo a Mosca avrebbe significato, nei mesi precedenti, correre il rischio di malanni, per il clima freddo della capitale. D'altro canto Botvinnik non voleva rischiare il caldo estivo e così alla fine la FIDE scelse una data di compromesso: 23 marzo.
Nel suddetto memoriale, Petrosian racconta di aver ripercorso con la mente tutti i match e grandi eventi che aveva vissuto come commentatore e giornalista (quando non da giocatore) in cui si era esibito il grande Botvinnik. Il quadro psicologico che fece dell'avversario fu frutto di un lavoro... alla Botvinnik. Tigran studiò la causa delle sconfitte che Botvinnik inflisse nei match di ritorno a Smyslov e Tal. Il detentore del titolo è svantaggiato psicologicamente e nel caso dei più giovani Smyslov e soprattutto Tal c'era la sensazione di avere ormai affossato il "vecchietto", che un altro match sarebbe stato una seconda edizione del primo. Invece Botvinnik sapeva combattere ogni volta inventando qualche nuova situazione agonistica o tecnica. Poneva problemi che non era facile affrontare né tantomeno risolvere in fretta. Tigran narra di non aver accettato la supposizione, superficiale, della debolezza tattica dell'anziano campione, ancorché da tutti affermata (perfino dallo stesso Botvinnik).
"Come si poteva dare un simile giudizio su un giocatore che aveva creato vittorie brillanti come quelle ottenute su campioni del calibro di Capablanca e Alekhine?"
A questo proposito è interessante una considerazione, di alcuni decenni posteriore, del giovane Kasparov proprio su Petrosian. Kasparov, giocò alcune partite con Tigran, e ne perse una dove lanciò un poderoso attacco che, nelle estreme conseguenze, sarebbe stato probabilmente vincente, ma la difficoltà era grande e Tigran seppe calcolare meglio dell'astro in piena ascesa, trovando il modo di resistere finchè fu Garry a sbagliare e soccombere. Se mai ce ne fosse bisogno, ecco una dimostrazione della capacità di Tigran di chiudere anche in grande stile d'attacco combinativo.
Dunque, per Petrosian fu facile non cadere in errore di sottovalutazione. Né la sottovalutazione era un difetto che poteva esistere in un uomo modesto e schivo a conformarsi alle credenze generali. Un giocatore, inoltre, molto originale, tanto da risultare poco compreso e gradito, oppure al contrario catturare l'ammirazione di coloro che compresero la sua profonda creatività. Per essere un genio di questo particolare tipo non si deve dipendere troppo dalla benevolenza ed approvazione degli altri. Si deve essere mentalmente molto liberi e correre il rischio delle proprie idee.
Allo scopo di verificare la sua originale e libertà di giudizio, ecco un esempio, seppure non eclatante. Qui ci interessa l'idea allora abbastanza controcorrente, della cessione della coppia di alfieri (oggi farebbe meno scalpore, ma è grazie alla scoperta delle eccezioni fatte da campioni come Petrosian che per noi è più facile!).
Olimpiade di Skopje, 1972
8.Axc6+ bxc6 9.Dc1 h6 10.Cf3 Ah3 11.Tg1 Ag4 12.Cd2 Cd5 13.Cxd5 cxd5 14.Cb3 Dd6 15.f3 Ad7 16.d4 Tb8 17.Rf2 h5 Qui il nero si rese conto di avere ormai partita persa e allora tentò una disperata reazione. 18.Af4 e5 19.dxe5 Axe5 20.De3 f6 21.Dxa7 1-022° Campionato URSS, Mosca 1955
14.Tad1 Mossa normale, chiunque la farebbe, ma dopo 14...exd4 chi proseguirebbe nel modo assolutamente inatteso 15. Ah7+! Se lo fa Petrosian ci deve essere qualche buona ragione, chi lo saprebbe dire? 15...Rh8 16.Txd4 Ecco l'originalità di Tigran: doveva dare scacco in h7, volendo riprendere di Torre in d4. L'immediata 15.Txd4 Cf6! non va. Non riprendere in d4 con il pedone e indica libertà mentale, ma motivare questa scelta come un attacco poco evidente e immaginarlo alla quattordicesima mossa è eccezionale! Uno stile alla Tal? Alla fine, ma originale in fase di ideazione. 16...Ac5 16...Ae7 17.Ce5 Tf8 18.Cxd7 Axd7 19.Tfd1+-; 16...De7 17.Tfd1 Ac7 18.Te4 Dd8 19.Tg4 f6 20.Af5 De7 21.Ch4+-; 16...Cf6 17.c5 Cxh7 18.Txd6 con la terribile minaccia Txh6; 16...Ac7 17.Tfd1 De7 18.Te4 Df8 19.Th4 con leggero vantaggio per il bianco. 17.Tf4 De7 17...Tf8 18.Td1!18.Te4! Df8 19.Th4! f6 19...Cf6 20.Txh6!+- 20.Ag6 Te7 21.Th5! Con l'idea di Ch4. 21...Ad6 22.Td1 Ae5 23.Aa3 c5 24.Ch4! 1-0 Il nero abbandonò in vista di 24...Dd8 25.Ae4 Rg8 26.Ad5+ o 24...Dg8 25.Ah7! Dxh7 26.Cg6+E' il momento di vedere alcuni dei più tipici sacrifici posizionali di qualità di Petrosian, meno brillanti di quello con Spassky, ma più profondi.
Torneo dei candidati, Zurigo 1953
Petrosian racconta che inizialmente gli era sembrata una posizione persa. Poi capì che se il Cc6 non poteva arrivare in d5 con 25...Cb8 26.Af3 Cd7 27.d5+-, non significava che non ci fosse altra via per bloccare il centro bianco e portare in d5 il Cavallo. Provate a scoprire come si risolve questo problema posizionale. 25.Te6!! 26.a4 Il bianco prova a non accettare il sacrificio di qualità, poi visto che il Cavallo arriva lo stesso in d5, lo accetterà. 26...Ce7 27.Axe6 fxe6 28.Df1 Cd5 29.Tf3 Ad3 30.Txd3 cxd3 31.Dxd3 b4 32.cxb4 axb4 E poco dopo Reshevsky propose la patta dato il forte compenso di Petrosian per il pedone! 1/2-1/2Va bene: la creatività non è solo sacrificio per il matto, la difesa può salvare una posizione inferiore, ma per vincere ci vuole qualcosa di più, o no?
Amburgo 1960
Che pensa un autentico antieroe? Che il suo Re può scappare ad ovest e poi vincere! Tale tipo di strategia si trova in almeno altre due famose partite di Tigran. Oggi è diventata patrimonio comune per i giocatori evoluti. Qui è relativamente facile pensarci, considerando la passività del Nero, si noti che 29...Tb8 30.Tb6 Td8 31.Tcc6 darebbe un'invasione decisiva. 29.Rf8 30.h4 h5 31.T1c2 Flessibilità e accuratezza. 31...Rg7 32.Re1 Rg8 33.Rd1 Rh7 34.Rc1 Rg8 35.Rb1 Rh7 36.De2 Db7 37.Tc1! Rg7 38.Db5! Da8 39.f4! La spinta in g4 vincerà, intanto è limitato l'Ad6 e il Nero non può bloccare con f5 per l'indebolimento generale (e6 e settima traversa). 39...Rh7 40.De2 Db7 41.g4! hxg4 42.Dxg4 De7 43.h5 Df6 44.Ra2 Rg7 45.hxg6 Dxg6 46.Dh4 Ae7 47.Df2 Rf8 48.Cd2 Tb7 49.Cb3 Ta7 50.Dh2! Af6 51.Tc8! Td7 52.Cc5! b3+ 53.Rxb3 Td6 54.f5! Tb6+ 55.Ra2 1-0Il quadro appena tratteggiato dello stile di Petrosian può dare un'idea di quanto egli fosse probabilmente lo sfidante più ostico di Botvinnik.











